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Le quattroruote del futuro: Lavoratori Automotive tra consapevolezza e disincanto

Le auto elettriche, sono considerate come fattore chiave per la riduzione dell'inquinamento atmosferico, soprattutto nelle grandi città metropolitane, loro habitat naturale...

Sembrerebbe promettente il futuro dell’auto elettrica in Italia.

Nonostante il 2020 abbia registrato un calo delle auto immatricolate, a causa dell’emergenza sanitaria, l’auto “green” ha incrementato le vendite rispetto all’anno precedente, con 60mila immatricolazioni nel 2020, contro le 17mila del 2019.

Le auto elettriche, sono considerate come fattore chiave per la riduzione dell’inquinamento atmosferico, soprattutto nelle aree densamente popolate, le città e le grandi metropoli sono il loro “habitat” naturale, ma anche un’alternativa incoraggiante per contribuire alla diversificazione energetica e alla riduzione delle emissioni di gas serra.

Oltre 17 Paesi nel mondo hanno avviato percorsi verso una graduale eliminazione dei veicoli a motore entro il 2050.

La Francia, già nel 2019, ha fissato la deadline al 2040 e molte case automobilistiche europee hanno avviato programmi industriali di riconversione.

Ma l’auto elettrica sarà il futuro? I motori termici saranno dismessi? Come sarà il nuovo modo di viaggiare?

Sicuramente l’evoluzione tecnologica continuerà ad essere inarrestabile e i limiti che oggi abbiamo con l’elettrico saranno superati ma ciò non è sufficiente per dire che sostituirà il motore termico.

A frenare l’entusiasmo è stato il “Guru” della Toyota, Akio Toyoda, che durante una recente conferenza in Giappone, ha dichiarato che i veicoli elettrici sono sopravvalutati e c’è “troppo clamore” per questo genere di mezzi di trasporto.

Secondo Akio Toyoda, i politici, quando asseriscono di dismettere la produzione delle auto tradizionali, non sanno di cosa parlano e soprattutto delle conseguenze che comporterebbe un cambiamento completo del parco auto circolante.

Infatti, sempre secondo Akido Toyoda, più veicoli elettrici verranno prodotti e immessi nel mercato, maggiori saranno le emissioni di anidride carbonica perché sarà richiesta una maggiore produzione di energia elettrica, necessaria anche per evitare i rischi di un concreto blackout, che viene prodotta dal carbone e dal gas naturale, oltre che l’inevitabile collasso dell’attuale modello di business dell’industria automobilistica.

Uno scenario grigio su cui riflettere e che la Fismic-Confsal con la Fondazione Anna Kuliscioff propongono con il seminario “Le quattroruote del futuro: Lavoratori Automotive tra consapevolezza e disincanto” il 16 settembre 2021 a Torino città dell’auto.

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