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L’Italia va verso il lockdown energetico?

Si stima che un’impresa, già dal mese di novembre 2021 con una normale bolletta della luce da 3 mila euro potrebbe vederla schizzare a 6 mila euro

Abbiamo già scritto, riguardo alla scarsa disponibilità delle materie prime che stanno mettendo in ginocchio le grandi imprese e di conseguenza tutto il cotesto a loro legato dovuto alla veloce ripresa dei mercati nel post pandemia.

Ad aggravare la situazione è il settore energetico, con l’impennata del caro bolletta dell’energia elettrica e del gas con aumenti stimati fino al 900%!!!

Un default per tutti quei paesi, energivori, che sono legati alla fornitura dall’estero.

L’Italia, grande importatrice di energia elettrica e gas è a rischio lockdown energetico.

Una situazione molto critica che coinvolge il Paese intero.

Infatti con i prezzi delle materie prime e dell’energia alle stelle, si rischiano pesanti ripercussioni non solo sulla spesa delle famiglie, ma sull’intera catena di produzione e quindi sulla rete degli approvvigionamenti.

In Italia la prima azienda a fermarsi è stata la Yara di Ferrara, che produce fertilizzanti, la quale ha interrotto la produzione proprio per via degli elevati costi.

I costi proibitivi dell’energia, che rischiano di fermare la produzione non solo in Italia ma anche in altri Paesi del mondo, sta inducendo molte aziende, acciaierie, cementifici, cartiere, mobilifici, produttori di ceramiche, aziende chimiche a meditare lo stop produttivo.

Già molti fornitori dell’automotive, colpiti dallo stop produttivo delle grandi cause automobilistiche a causa della scarsa disponibilità dei chips elettronici per auto, faticano a subire il caro energia che cresce giorno per giorno, tanto che molte industrie hanno già avviato lo stop alle produzioni e aperto la cassa integrazione.

Sebbene il governo Draghi abbia messo in campo circa 10-15 miliardi di euro per ridurre i costi in bolletta per le famiglie con reddito basso e per le piccole e medie imprese che consumano meno di 16 kw/h, la crescita costante dei prezzi renderà, molto probabilmente, la misura insufficiente ma probabilmente questo non sarà sufficiente a scongiurare il peggio, quello di un lockdown energetico.

L’Italia, infatti, per l’energia elettrica, dipende molto dal nucleare, tanto che ogni qualvolta che su una parte degli impianti vengono effettuati interventi di manutenzione in Italia i prezzi ne risentono subito e possiamo immaginare le conseguenze che potremmo avere se gli altri Paese si trovassero in difficoltà in campo energetico, per noi la situazione diventerebbe ancor più critica.

Diversa situazione è per il gas, che grazie alla legge che impone un livello minimo del 98%, pena rischio di sanzioni, riusciamo a sopperire, seppure con fatica, alle forniture a singhiozzo via tubo dall’Algeria, Libia e Azerbaijan per quanto riguarda il fabbisogno interno.

Tuttavia, all’Europa mancherebbero 6 miliardi di metri cubi di giacenza rispetto al 2020, che con l’arrivo dell’imminente inverno e se particolarmente rigido poi, l’effetto shock, per il nostro Paese è dietro “l’angolo”.

Infatti, con il costo dell’approvvigionamento dell’energia elettrica che cresce vertiginosamente, nel 2020 il prezzo previsionale a megawattora per la fascia energetica FI era di 43 euro, la previsionale di dicembre è di 380 euro, il gas, grazie alla politica di alcuni Paese fornitori, quali la Russia, di riduzioni delle forniture, ed energivori come la Cina, che si “accaparrano” navi cisterna dal Brasile, scarseggia nella quantità disponibile nel mercato e cresce il suo prezzo.

Se questo trend continua a perseverare, l’aumento dei costi per famiglie ed imprese è inevitabile.

Si stima che un’impresa, già dal mese di novembre 2021 con una normale bolletta della luce da 3 mila euro potrebbe vederla schizzare a 6 mila euro, possiamo immaginare lo scenario che ci si prospetta, vivremo una “nuova” crisi tipo quella del 1973, allora generata dalla mancanza del petrolio, con la differenza che l’attuale situazione è molto delicata e decisamente più instabile.

Intanto, il Gruppo Feralpi ha cominciato a pianificare alcune sospensioni dell’attività nelle fasce orarie in cui il costo dell’elettricità raggiunge i livelli massimi. 

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